Roma, gennaio ’03
A tutti i
membri della S.I.S.S.
Cari
Amici,
terminato
il mio biennio come Presidente della S.I.S.S., permettetemi qualche breve riga
di sommario e commiato.
Peraltro il rischio dei sommari fatti dai Presidenti - uscenti é di
essere agiografici e partigiani.
Quello dei commenti, é di non essere sinceri.
Ho
fatto quindi appello a tutti i peggiori lati del mio carattere di “maledetto
toscano” per riportare questo sommario-commento ad un piano di franchezza e di
obiettività che possa essere anche di sprone a chi mi succede nella
carica, sia a chi porta avanti un simile discorso culturale.
La
ricerca scientifica, sia essa piu’ biologico-molecolare che
applicativo-clinica, ha sempre vissuto in una continuità, di guerre e
schermaglie per la ricerca di visibilità, e attraverso queste, di fondi. Le
invettive fra i seguaci di Volta e di Galvani si erano ripetute secoli
prima fra i seguaci di Galileo e di Aristotile e si sono ripetute secoli dopo
fra Lloyd ed Eccles. Nihil novi sub soli. Il mondo dello Stroke non fa eccezione
e chiaramente il gruppo di Neurologi che ha dato vita alla SISS lo ha fatto
perché non si sentiva né rappresentato né rappresentabile dagli altri
gruppi-società che facevano riferimento allo Stroke.
Cosi
la SISS é nata ed é “entrata”sulla scena dello Stroke nazionale ed
internazionale, ritagliandosi il ruolo di branca Italiana dell’European Stroke
Conference, e di corrispondente per lo Stroke in Italia della European
Federation of Neurological Societies, ed incrementando in Italia sia il numero
di iscritti che il successo sia del Board of Qualification che del Congresso
annuale, grazie anche all’opera di tutti gli amici del Consiglio Direttivo.
Abbiamo
fin dall’inizio del nostro lavoro di gruppo, di portare avanti il discorso di
chi opera realmente in prima linea nel mondo dell’ictus, dall’estrema
periferia ospedaliera al centro iper-specialistico universitario , dalla piccola
sede accademica al maxi ospedale regionale. Abbiamo cercato di accogliere
qualsiasi contributo, qualsiasi voce portasse un qualcosa di nuovo e di
interessante, al di la di quei campanilismi e parrocchie che ci avevano reso
l’aria così poco respirabile.
Ma
abbiamo anche cercato, e spero che presto sarà più compiutamente raggiunto, un
sereno colloquio e confronto con altre strutture e gruppi già presenti
nel ruolo dello Stroke, e qui mi piace riconoscere l’aiuto e
l’appoggio di quanti ci hanno aiutato in tale senso.
Certo
potevamo fare di più o farlo meglio. Nel buon italiano della mia città nativa
diciamo che “chi non fa non falla”.
Ed
allora é buon uso del comandante di una nave, dello skipper di una regata,
prendere su di sé tutte le colpe per scelte non vincenti o tormentate, e
dividere invece i successi con tutto l’equipaggio.
Equipaggio
ben rodato e pronto e collaudato per gli anni futuri di navigazione, dove
dovremo centrare un difficile obiettivo: crescere ancora, crescere di più,
senza snaturare lo spirito e l’amicizia che ci hanno contraddistinto per i
primi anni.
Spirito
ed amicizia che portano anche a dirsi cose sgradevoli, a sottolineare verità
che magari preferiremmo vedere meno evidenziate. Ma cosi si forma, si
forgia un gruppo.
A
questo gruppo, a questa SISS, i miei migliori Auguri per il 2003-04, con lo
skipper Virgilio Gallai ed i primi Ufficiali Giovanni Regesta e Andrea
Tessitore.
Io...
continuo a stare a bordo, pronto ad offrire consigli ed esperienza.
Prof.
Gian Luigi Lenzi
Cari amici e colleghi,
ritengo
che la nascita della Società Italiana per lo Studio dello
Stroke sia stato un importante evento nel panorama scientifico e
culturale italiano; ciò che è stato realizzato in questi anni
testimonia che il progetto, condiviso inizialmente da pochi
amici, aveva le ali per volare alto.
Sin
dalla sua fondazione, il mio impegno umano e professionale per
SISS non è mai venuto meno ed è quindi un onore
essere l’attuale Presidente di una Società che ha contribuito
a far cultura e ad innovare in ambito cerebrovascolare.
Ma c’è
ancora molta strada da fare, molti muri da abbattere ed altri da
costruire, molte ‘finestre’ da superare, molta acqua deve
scorrere affinchè il ruscello divenga un fiume in piena.
Lavorare
bene (‘good medical practice’) e condividere le esperienze
fatte, pensare a quello che si fa stimolando la ricerca e la
sperimentazione di nuove strategie, studiare contribuendo alla
formazione degli operatori attuali e futuri: questi sono i
valori della nostra Società e quelli che vorrei condividere con
voi nei prossimi anni.
Nello
specifico, alcuni dei temi che ritengo particolarmente
importante sviluppare sono:
-
il
messaggio che l’ictus è una emergenza neurologica e come
tale dev’essere gestito in strutture dedicate e pronte ad
accogliere 24 ore su 24 i pazienti;
-
la
precisa definizione delle caratteristiche e finalità delle
Stroke Unit: a mio parere il concetto di Stroke Unit
riabilitativa deve essere tenuto distinto da quello di
Stroke Unit per l’acuto in quanto le basi fisiopatologiche
e le competenze professionali sono completamente
diverse;
-
la
ridiscussione del concetto di ‘finestra terapeutica’,
che spesso induce a colpevoli ritardi di trattamento;
-
il
superamento della vecchia classificazione delle patologie
cerebrovascolari.
Questi
ed altri stimolanti argomenti costituiranno anche i temi del
prossimo Congresso (Perugia, 27-29 novembre 2003), a cui
non sarà possibile mancare.
Un
arrivederci a presto per percorrere insieme un’altra parte di
strada (o di ruscello!) verso il successo terapeutico.
Prof. Virgilio Gallai

CIAO
VIRGILIO
Ci
sono voluti molti mesi e l’incredibile carica di umanità ed entusiasmo di
Andrea Tessitore per riuscire a scrivere queste righe.
Virgilio
Gallai ci ha lasciati il 26 gennaio 2004, a 57 anni,
dopo due anni di lotta contro un male che fino all’ultimo ha creduto di
poter sconfiggere, per continuare a
lavorare e vivere una vita che aveva interamente dedicato alla neurologia.
Perché
la neurologia è una passione e lui era appassionato come può esserlo solo un
cuore giovane, un cuore bambino, “..perché
io so’ piccolo” diceva, e si metteva cravatte con Winnie The Pooh che
creavano sconcerto e imbarazzo tra i benpensanti, si entusiasmava per le cascate
delle Marmore che vedeva dopo 50 anni o il Pantheon in cui era riuscito
finalmente ad entrare.
Aveva
ottenuto tre specialità a pieni voti, aveva scalato rapidamente le vette della
carriera accademica, era orgogliosissimo della Clinica che stava dirigendo e che
stava lanciando come un indiscusso punto di riferimento scientifico e di ‘good
medical practice’ nel panorama neurologico italiano ed internazionale.
Ma
era rimasto il figlio del fattore di S.Giustino, legato indissolubilmente ai
valori veri della vita, che solo la terra con i suoi ritmi, le sue durezze e le
sue gioie possono dare; sapeva ‘vedere’ l’uomo che stava dietro la
facciata, ne comprendeva il peso specifico in termini di intelligenza, lealtà,
idealità, il valore e le debolezze, le potenzialità ed i limiti. Al suo
funerale c’erano solo gli uomini e le donne che lui aveva scelto con questi
parametri, indipendentemente dalla carica ufficiale che rivestivano o dal loro
ruolo civile e sociale.
La
Società Italiana per lo Studio dello Stroke è stata caparbiamente voluta da
Virgilio Gallai, come caparbiamente ha voluto ed ottenuto le innumerevoli cose
della sua vita; era ed è uno strumento per diffondere idee, non un luogo di
potere. Per Virgilio il ‘potere’ era un mezzo, non un fine.